"La
Fondazione"
Un racconto sulle sue origini di Massimo Q.
"Da
sempre la Guerra è stata tema di gioco. E' il fascino delle
armi, la passione per i movimenti delle schiere che si affrontano
a sviluppare il gioco di guerra."
Mi ricordo benissimo i miei giochi d'infanzia; sono ricordi molto
cari. Che dire delle "costruzioni di Lego", delle corse
di automobiline sulla "pista Polistil", dei "modellini
di aeroplani" dell'Airfix o della Revell o ancora di "Big
Jim". Ma tra i giocattoli della mia infanzia che ancora ricordo
con più affetto ci sono i soldatini dell'Atlantic: interi
eserciti di piccoli soldatini scala "H0" che regolarmente
schieravo compatti nel tentativo di rivivere le battaglie rubate
alle pagine del mio libro di scuola. Una volta raggiunta la maggiore
età, ma soprattutto l'indipendenza economica, non mi non
mi sono risparmiato le occasioni per soddisfare questa mia passione,
dalle interminabili partite a Risiko con il mio amico Michele, fino
ai più complessi giochi di simulazione sulla Seconda Guerra
Mondiale.
"Il
1996 è stato un anno importante: ho acquistato la mia prima
copia di Warhammer 40,000."
Se volete un colpevole, è Luca G.! E' stata una sua telefonata
infatti ad orientare la mia scelta: non conoscevo ancora il gioco,
ma lui pochi giorni prima aveva letto un articolo su WD, a proposito
del capitolo dei Dark Angel, che lo aveva affascinato, e così
ora se ne stava al telefono a descrivermeli, denigrando i più
(a suo avviso) deludenti Space Wolf! Ebbene, il giorno dopo gli
Space Wolf sono diventati il mio primo esercito e non li ho mai
trovati deludenti!
"Mi
sono sempre occupato di organizzazione. É il mio lavoro organizzare
le cose, le persone, quindi mi riesce facile farlo."
Luca ed io frequentammo qualche posto alla ricerca di giocatori
seri con cui confrontarci, ma la media degli avversari era scadente,
finchè approdammo in un posto interessante: un club frequentato
da diversi giocatori, non tutti bravi in senso assoluto, ma alcuni
sicuramente più esperti di noi! Giocammo con loro per un
pò, poi la monotonia di giocare sempre con le stesse persone
divenne un filo conduttore. Era convinzione di molti giocatori,
che al club non si facesse nulla di più che le solite partite
serali e che i pochi che "pensavano" di saper giocare
non avessero molto tempo per i "nuovi" arrivati. Tra chi
la pensava a quel modo, c'era Antonio D.. Io e lui ci trovammo subito
d'accordo, avevamo le stesse idee, la stessa voglia di protagonismo,
la stessa voglia di costruire qualcosa di nuovo, di migliore. Iniziammo
con un Torino Comics, poi un torneo, poi l'idea prese piede: il
club dove stavamo non contava più molte frequenze, i locali
erano in ristrutturazione e si rischiava lo sfratto. I pochi (ma
buoni) disposti a segurci e ad aiutarci, c'erano (primo fra tutti
Gianni V.); eravamo pronti a partire, a creare il nostro club: era
il 17 marzo del 1997!
"Fu
semplice, rapido, ma soprattutto coinvolgente. Volevamo innanzitutto
dimostrare che sono i fatti che contano, non le parole!"
Ci divedemmo i compiti, Antonio si sarebbe occupato di trovare i
locali e di curare i rapporti con il Comune (che oltre ai locali
ci avrebbe fornito diverse occasioni per organizzare dimostrazioni
di gioco e partecipare ad altre manifestazioni), io avrei pensato
a preparare tutti gli scenari per allestire i tavoli (in tutto cinque)
e al materiale cartaceo per iniziare (volantini, tessere e regolamenti),
Gianni mi avrebbe aiutuato. Partimmo con poche centinaia di vecchie
mille lire; ci comprammo i tavoli, i cavalletti, un pò di
spesa per la serata dell'inaugurazione, il materiale per le pulizie
del club, ci procurammo un frigorifero, un computer e poche altre
cose; da lì a qualche giorno l'avventura avrebbe avuto inizio.
"Giovedì,
17 Aprile 1997. Si inaugura il Warhammer Club"
Qualche banner di 40k, pochi fogli appesi alle pareti con immagini
e racconti "catturati" dal sito della GW, un tavolo con
le bottiglie di spumante, tre tavoli disposti lungo la parete principale
del salone centrale del nostro nuovo club (che rappresentavano un'assalto
Tirannide ad un avamposto di Space Marine del capitolo degli Space
Wolf) più altri due al piano superiore (che ospitavano un
intero esercito di High Elf di Warhammer), ed una stanzetta-ufficio
per le riunioni del consiglio direttivo era quanto eravamo in grado
di offrire agli occhi di chi venne la sera dell'inaugurazione (ed
era molto più di quanto offrivano quasi tutti gli altri club).
Vennero in parecchi a vedere cosa eravamo stati capaci di fare,
da soli, e in così poco tempo. Parecchi furono gli assensi
e coloro che si iscrissero, e naturalmente molte furono anche le
critiche, soprattutto da coloro che ci videro come antagonisti (del
resto bisogna proprio non valere nulla per non avere nemici, giusto?).
In ogni caso il club era nato, e da quel giorno sarebbe solo cresciuto.
Quella sera la ricorderanno i molti, loro c'erano tutti... Gianni,
Giovanni, Fabrizio, Valerio, Enrico, Paolo, Mauro, Luca... e ci
sono ancora oggi...
"Il
nome vero fu reso noto solamente dopo averne depositato l'atto costitutivo."
Warhammer Club era solo un nome fittizio, in attesa di quello definitivo
e in attesa di depositarlo nell'atto costitutivo dell'associazione.
L'idea venne a me, ma fummo subito d'accordo, entrambi appassionati
di fantascienza (come si fa a non esserlo se si gioca a 40K?) non
potevamo non cogliere la facile allusione fornitaci dal ciclo di
I. Asimov. L'analogia tra il decadente Impero e quel club (che decadente
lo era per davvero, credetemi), ed il riferimento ad un nuovo movimento,
nato dall'interno, per creare le condizioni per la rinascita di
un nuovo e più glorioso Impero (un nuovo club di giocatori
audaci e imbattibili), calzavano alla perfezione. Adesso c'era anche
il nome: La Fondazione.
"Il
leone usa tutta la sua forza anche per uccidere un coniglio - Sun
Tzu"
Il club crebbe velocemente, e questo grazie soprattutto agli sforzi
profusi da tutti coloro che avevano aderito appieno al nostro sogno,
portando non solo nuovi amici, ma soprattutto il loro preziosissimo
aiuto. Non ci risparmiammo quasi nulla, eravamo aperti 3 giorni
la settimana, offrivamo collaborazioni massicce con molti negozi
della città (gli preparavamo le vetrine, li supportavamo
nella diffusione del gioco con dimostrazioni e tornei presso di
loro e loro ci fornivano materiale e premi per i nostri tornei,
e naturalmente nuovi soci), organizzavamo un torneo al mese e campagne
di gioco (qualcuno ricorderà Warhammer Time Escape), e collaboravamo
attivamente con il comune (i cui finanziamenti ci consentirono di
triplicare le nostre dotazioni iniziali ed offrire ai nostri soci
molti più servizi tra cui la possibilità per chi non
disponeva di un esercito di usarne uno del club). Nel giro di poco
più di un anno il club contava più di cento iscritti
e due sedi di gioco (più di quanti ne avesse il club che
avevamo lasciato), ed oltre alle numerosissime dimostrazioni di
gioco e manifestazioni (tra cui Torino Comics, da cui non siamo
mai mancati neppure negli anni seguenti) avevamo organizzato/partecipato
ad almeno venti tornei interni, tra cui il campionato italiano del
1998, organizzato interamente da noi per conto della stessa Games
Workshop (che ancora oggi conta tra le proprie fila alcuni tra i
nostri soci più in gamba). I nostri giocatori sono sempre
apparsi nei primi tre classificati nei tornei a cui abbiamo partecipato
e contiamo più di un campione storico. Oggi, possiamo considerarci
uno dei club italiani più conosciuti.
"C'erano
tutti... Gianni, Giovanni, Frabrizio, Valerio, Enrico, Paolo, Mauro,
..."
... e ci sono ancora oggi, e sono molti di più... Gianmaria,
Fabio, Vittorio, e tanti tanti altri.... sono tutti coloro che io,
come socio Fondatore devo ringraziare per aver mantenuto vivo questo
club, nato solo dalla mia voglia di giocare, ed oggi (spero) ancora
vivo per soddisfare la voglia di giocare di tutti voi...